A volte non ritornano. Slow Fish 2025, edizione amara per il ventennale: Genova rischia di perdere la rassegna del mare

Il Comune sottrae lo spazio di Caricamento per darlo a una fiera ambulante con mutande appese davanti all’area turistica e che “mura” la Ripa Maris agli occhi dei turisti e la Regione nega i contributi in zona Cesarini. Ora la prestigiosa organizzazione Slow Food medita di cambiare sede. In corsa ci sono Napoli, Palermo, Puglia e Calabria

«Eravamo soliti finire l’ultimo comunicato dell’evento – ricorda Daniele Buttignol, amministratore delegato di Slow Food Promozione – con un arrivederci a Genova nel 2027. Ma le difficoltà organizzative che abbiamo dovuto sostenere quest’anno ci impongono un confronto con le istituzioni, Regione Liguria e Comune di Genova in primis, e chi ha creduto in questa edizione della manifestazione per delinearne il futuro. Abbiamo voluto fare Slow Fish perché crediamo nei suoi contenuti e nell’attualità delle sue tematiche. Ringraziamo il Masaf per il grande supporto, la Camera di Commercio di Genova, la fondazione Carige, il Porto antico di Genova e l’Autorità portuale, storici e nuovi partner che hanno creduto nella nostra iniziativa e naturalmente gli espositori presenti. È grazie a loro se Slow Fish 2025 ha nuovamente arricchito il Porto Antico per quattro giorni».

Slow Fish 2025 è un evento organizzato da Slow Food Italia, con il patrocinio del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e il sostegno di Fondazione Carige, della Camera di Commercio di Genova e di Liguria Gourmet. Doveva essere una festa per celebrare vent’anni di Slow Fish, la rassegna dedicata alla cultura del mare e del cibo sostenibile firmata Slow Food. Invece potrebbe essere l’ultima edizione genovese a causa dell’atteggiamento ostile di Comune e Regione. Sono passati giusto vent’anni, si diceva, da quella prima edizione voluta dall’allora presidente della Regione Claudio Burlando e dal compianti presidente di Confcommercio e Camera di Commercio Paolo Odone.
Così, da Slow Food arriva un richiamo forte che suona come un ultimatum: senza un chiaro supporto da parte delle amministrazioni locali, Slow Fish potrebbe lasciare Genova nel 2027. Molte le città che si sono candidate.

Il malcontento si è percepito fin dall’inaugurazione, quando Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, ha ringraziato «malgrado tutto» il mondo dell’associazione. Parole che, pur misurate, hanno lasciato trasparire una profonda delusione. Delusione alimentata da tagli al contributo pubblico – si parla di oltre 400mila euro – e da difficoltà logistiche che hanno complicato l’allestimento della manifestazione, a partire dagli spazi limitati e dalla sovrapposizione con altri eventi organizzati. Slow Fish si svolge tradizionalmente tra Porto Antico e piazza Caricamento, spazio che il Comune, pur essendo perfettamente al corrente della manifestazione, ha invece assegnato a un consorzio che organizza fiere, quelle fiere che stanno saturando la città rincorrendosi (a scapito dei mercati rionali che, invece, vengono lasciati morire per mancanza di interventi da parte dell’Amministrazione) ad ogni piè sospinto negli angoli più prestigiosi di Genova, non di rado con esposizioni di dubbio gusto o addirittura inopportune, come quella che vedete in foto. Tra l’altro la fiera in corso copre totalmente la palazzata della Ripa Maris, rappresentando una cesura tra Porto Antico e centro storico: i turisti non vedono cosa c’è oltre tendoni e mutande appese per la vendita e non sciamano nella città vecchia. La sistemazione poteva essere diversa. localizzata in diversi punti della piazza, è invece s’è deciso di dividere Porto Antico e città.
A differenza di Camera di Commercio di Genova e Ministero dell’Agricoltura (Masaf), che hanno confermato il loro pieno sostegno alla rassegna, la Regione Liguria si è sfilata all’ultimo momento, con un “no” arrivato appena un mese prima dell’inaugurazione, così come il Comune, che ha destinato la piazza alla fiera dove si vendono anche prodotti alimentari. Secondo l’organizzazione, Comune e Regione avrebbero fatto mancare oltre 400mila euro di contributi pubblici, oltre a rendere difficoltosi allestimento e logistica della kermesse.
Slow Fish è la manifestazione speculare di Slow Food destinata al formaggio, Cheese, che si svolge a Bra mentre a Torino si tiene l’evento madre, il Salone del Gusto. In entrambi i luoghi le iniziative vengono ben accolte, finanziate e promosse. Slow Fish è un evento prestigioso, di qualità, di grande richiamo e risonanza in tutto il territorio nazionale e non solo. Ma l’amministrazione pubblica locale preferisce dare spazio alle fiere con le mutande appese ai banchi, spendere e spandere milioni di euro in eventi dal ritorno nullo come le tre edizioni di Genova Jeans, tutte fallimentari.
«Serve una riflessione seria sul futuro della manifestazione, perché Genova non può più dare per scontata la sua presenza» ammonisce Buttignol. Insomma, si rischia di perdere una manifestazione prestigiosa per impegnare fondi in iniziative, a conti fatti, residuali e dispendiosissime e dare spazio alle onnipresenti bancarelle dei fieristi. È una scelta politica precisa che si consegna alle urne del 25 e 26 maggio: chi vuole Slow Fish contro chi preferisce (e dà spazio) alle mutande tricolore col membro del David di Michelangelo appese ai banchetti.
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